Obesità e rispetto di se stessi

Perché un post sull’obesità?

Mi trovo da qualche giorno a Tenerife ( Spagna ) per lavoro, si, vi anticipo la risposta, stiamo diffondendo l’Alta Intensità anche in Spagna e abbiamo iniziato dalle isole Canarie.

Ieri dopo una giornata di lavoro sono andato due ore in spiaggia, dalle 15 alle 17, così da recuperare, distrarmi e sintetizzare un po’ di Vitamina D.
Appena arrivato non ho potuto esimermi dal notare il livello di danno arrecato dallo stile di vita occidentale alla nostra salute in primis e ai nostri corpi di riflesso.

La foto che vedete è stata scattata in spiaggia, ho scelto questo signore perché stava dormendo, ma avrei potuto sceglierne almeno altri 30 più o meno nelle stesse condizioni, dal momento che la spiaggia era letteralmente piena di uomini, donne e bambini obesi.

Nella cultura Buddista il corpo viene considerato come un tempio e quindi dovrebbe essere trattato con il rispetto dovuto ad un luogo di culto, nella cultura occidentale il corpo è invece diventato una latrina pronta ad essere riempita da ogni porcheria immaginabile.

Mi chiedo: “se non si ha rispetto per se stessi come è possibile averne per gli altri?”, “l’infischiarsi della natura e del prossimo, tipico della nostra civiltà occidentale, è forse diretta conseguenza del non rispetto di se stessi?”.

Lascio a voi le risposte.

Medicinali e malattie

Assisto al proliferare di trasmissioni radio e televisive dove si parla di salute e, come per quelle sulle ricette, mi pare che si faccia più disinformazione e spettacolo che cultura generale.

La triste realtà della medicina di oggi è che ha fatto una scelta che con l’etica, la morale e/o il giuramento di Ippocrate, a mio parere, a poco a che vedere.
La tendenza è quella di usare medicinali non per curare la gente, ma per mantenerla cronicamente ammalata.

Il vocabolario Treccani recita: “un ammalato, prescrivergli i rimedi opportuni e sottoporlo alle cure mediche e chirurgiche necessarie per la sua guarigione”
La cura quindi implica la guarigione e non lo stato cronico di malattia.

Sappiamo ormai bene dalla pratica e, se ce ne fosse stato bisogno, da moltissimi lavori scientifici, che la chiave della guarigione da molte delle patologie metaboliche che affliggono la nostra società ( diabete di tipo II, orticarie, asma, sindromi del colon irritabile, gastriti, reflussi gastrici, etc. ) passa attraverso il cambio dello stile di vita.

L’alimentazione pesa tra il 70 e l’80% nella guarigione di un paziente, mentre l’attività fisica intorno al 20/30% .

Ad oggi sappiamo bene che i migliori medicinali utilizzabili ( tutti insieme ) non possono dare gli stessi risultati di un cambio nello stile di vita, di sicuro però danno innumerevoli effetti collaterali.

Dunque perché sapendo tutto questo si continua a persistere nell’errore?

Da una parte le case farmaceutiche traggono profitto dal mantenere cronicamente malate le persone ( e questo è un dato di fatto ), dall’altro la gente sceglie liberamente la via della beata ignoranza, ma con il tempo percorrere questa strada si paga caro.

Sun Tzu, il grande generale cinese autore de L’arte della guerra diceva:” le cose importanti non possono essere delegate, dobbiamo occuparcene sempre noi in prima persona, pena il fallimento “.

Ora vi chiedo: “cosa c’è di più importante della nostra salute?”

Un consiglio, non lasciate mai che nessun professionista, in nessun settore da considerarsi vitale, decida per voi senza che compiate lo sforzo di approfondire e studiare per conto vostro il problema, le conseguenze potrebbero essere disastrose.