Espressioni moderne di “libertà”

Come sapete a volte mi piace stimolarvi sulle libertà personali in modo da farvi pensare fuori dagli schemi ( OUT OF THE BOX ).

Sfidare il senso comune, quel senso che spesso non è basato sulla ragione, ma semplicemente sulle emozioni o, peggio ancora, sul sentito dire, è un esercizio importante per liberarci delle prigioni mentali dove spesso ci rinchiudiamo.

Nella foto che ho qui pubblicato sono ritratte 3 persone: due donne e un uomo.

L’uomo non ha nulla a che vedere con il Body Building così come tutti noi lo intendiamo, semplicemente si è iniettato un olio ( Synthol ) all’interno dei muscoli in modo da apparire “simile” ad un Bodybuilder, lascio a voi il giudizio sul risultato finale.

Le due donne ai lati dell’uomo sono ricorse invece alla chirurgia plastica facendosi degli impianti labiali e al seno.

Che differenza c’è fra queste 3 persone?

Basicamente nessuna, sono tre persone che in nome dell’estetica ( una forma di estetica contestabile si, ma pure sempre estetica ) sono disposte a radicali trasformazioni dei loro corpi.

In tutti e 3 i casi ci troviamo davanti ad una condizione simile, una vera e propria incapacità di guardarsi neutralmente e capire che il passo dal bello alla caricatura è assai breve.

L’unica differenza tra le tre persone in oggetto è che la caricatura al femminile è mediamente più tollerata dalla nostra società di quella al maschile, ma in sostanza sono due varianti di un disturbo della percezione di se stessi comuni ai due sessi.

Attenzione, non sto commentando le scelte personali di uomini e donne ( come sapete me ne guardo bene dal dare giudizi di sorta ), cerco solo di sottolineare il fatto che esistono cose che vengono date per scontate e “normali”: impianti o infiltrazioni di varie sostanze nei corpi delle donne e ridicole negli uomini ( un po’ come il doping al femminile attraverso l’uso della pillola anticoncezionale e il doping al maschile attraverso l’uso del testosterone ).

Come sempre, il confine tra l’usuale e l’ inusuale è per lo più dato da fattori culturali.

Viaggiare è libertà

Mi trovo in questi giorni a viaggiare per lavoro e ho deciso di usare BlaBla car per condividere parte dei mie tragitti con qualche “sconosciuto” con cui il destino per qualche strano motivo probabilistico/fortuito mi ha messo in contatto.

Sono da tempo convinto che le cose, almeno nella mia vita, non accadano mai per caso e, la maggior parte delle volte, avvengano per due motivi: migliorarla o segnalarmi che non sto andando nella giusta direzione.

Oggi ho passato alcune ore con Alberto, un botanico che sta cercando di costruire una comune autosufficiente nel centro del Portogallo.

La discussione che abbiamo avuto è stata in parte scientifica: mitocondri, cloroplasti, polifenoli, vie metaboliche nelle piante e uso di alcuni alcaloidi come nootropici, e in parte filosofica.

Entrambi abbiamo convenuto che il bello in un viaggio, sia metaforico ( la nostra vita ) che stradale ( da una città X ad una città Y ), non è la destinazione finale, ma il viaggio stesso.

Quello che vediamo, proviamo, le persone che conosciamo nel mentre, costituiscono l’essenza stessa dell’intera esperienza, è questo che ricorderemo in seguito indipendentemente dall’aver raggiunto o meno la nostra meta.

Un consiglio, godetevi il viaggio in tutte le sue parti dal momento che la meta non è altro che la fine del viaggio stesso.
Anche oggi vi lascio con una citazione, questa volta di Arthur Schnitzler:

“Solo la direzione è reale, la meta è sempre fittizia, anche la meta raggiunta… anzi soprattutto questa”

Libertà personali

Mi sorge l’obbligo di chiarire ulteriormente la mia posizione sulle libertà personali.

Chi mi conosce sa bene che come operatore del settore tutte le mie energie e competenze professionali sono sempre state spese e messe a disposizione per migliorare la vita del prossimo in maniera naturale, lungi da me l’idea di creare nuovi malati.

E’ importante però capire che un uomo/donna è la sommatoria di tutte le sue esperienze, sia “brutte”, che “belle”.

Noi in sostanza siamo il frutto di quello che abbiamo studiato, quello che ci ha fatto soffrie, quello che ci ha fatto gioire, le porcherie che abbiamo mangiato, le droghe che abbiamo usato ( lecite o illecite ), le malattie che ci hanno segnato l’esistenza, etc.

Io amo l’uomo nella sua totalità, sia quando è geniale e riesce ad andare sulla luna sia quando è un derelitto senza, apparentemente, nessun capacità degna di nota.

Apprezzo Kary Mullis ( premio Nobel per la chimica ) quando dice che la PCR è stata frutto di una sessione di LSD, così come Francis Crick ( premio Nobel per la scoperta del DNA ) quando nella sua biografia afferma che senza LSD non avrebbe mai visto l’elica della vita, e ancora Steve Jobs quando diceva che la struttura del sistema operativo Apple è diventata chiara durante una seduta di LSD o Sigmund Freud quando scriveva alla sua compagna che non vedeva l’ora di prenderla mentre il demone della Cocaina era in lui.

Questi grandi uomini hanno sbagliato, forse, ma i loro errori hanno prodotto delle rivolulzioni tecnico scientifiche che hanno cambiato il pianeta e comunque sono parte di loro.

Ho amici imprenditori obesi capitani di industria ai vertici dei loro settori ( non faccio i nomi per una questione di Privacy ), mangiano e bevono qualsiasi cosa gli si presenti.

Tutte queste persone sono quello che sono anche ( e forse soprattutto ) per il loro modo di vivere la vita fuori dagli schemi.

Chi sono io per condannarne i comportamenti?

Come posso ergemi ad esempio perfetto solo perché dimostro 10 anni di meno, non porto gli occhiali, ho un fisico invidiabile e i miei esami del sangue sono come quelli che avevo a 23 anni.

L’unica cosa che posso fare per loro è aiutarli quando me lo chiedono, ma mi guardo bene dal dire ad un obeso o a chiunque altro abbia comportamenti non in liena con il sentire comune, ma che tuttavia non incidono direttamente sulle libertà altrui, che dovrebbe vivere in maniera differente, sapendo bene che il suo modo di vivere, così diverso dal mio, è funzionale al completamento della sua personalità e, di riflesso, al funzionamento della nostra società nel suo insieme.

Vi lascio con due aforismi di Oscar Wilde che spesso uso per rafforzare i miei ragionamenti:

“Il vero egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi”

La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”