Controllo leggi, norme e potere

Controllo e Stato
Controllo e Stato

Ho scritto questo articolo per la rivista On Line: Miglio Verde dell’amico Leonardo Facco.

Nell’articolo parlo di come lo Stato fin da piccoli ci indottrina in modo da progressivamente abituarci a pensare che ogni cosa che facciamo o faremo necessiti di una specifica approvazione o norma da parte sua, naturalmente il fine ultimo di questo comportamento è il totale controllo dell’individuo.

Il gioco che i moderni Stati conducono è chiaramente quello di creare individui senza capacità critica e con una propensione incondizionata a ritenere sempre giusto quello che viene fatto o “distribuito” dallo Stato.

In una società complessa “educare” le persone all’obbedienza è condizione sine qua non per garantire la vita e la supremazia della macchina statale tutta.

Qui di seguito vi lascio con un breve estratto del mio articolo ed il link per continuarne la lettura.

 

Controllo, leggi, norme e potere

 

Oggi vorrei parlare del perchè molti di noi non si rendono conto di quanto siano limitate le nostre vite e di quali siano le strategie messe in campo dallo Stato per condizionarci fin dalla più tenera età ad essere condiscendenti e, paradossalmente, considerare ogni limitazione che viene sistematicamente fatta alle nostre libertà come non solo congrua, ma fondamentale ed utile per la nostra stessa vita.

Per farvi riflettere sul tema vorrei partire facendovi un semplice esempio.

Chiunque abbia deciso di diventare un imprenditore di se stesso e magari aprire una piccola attività commerciale ha subito dovuto confrontarsi con leggi, lacci e lacciuoli che per chiunque abbia un minimo di intelligenza non possono essere definiti che perdite di tempo ( nella migliore delle ipotesi ) o vere e proprie incongruenze o ostacoli alla propria attività ( nella peggiore delle ipotesi ).

Che senso ha regolamentare l’orario ed i giorni di apertura e di chiusura di un’attività commerciale? ( continua a leggere l’articolo a questo link ).

Criminalità e leggi

Come non poter commentare i fatti di Colonia di questi giorni come un’ascesa della criminalità.

Come sempre vorrei affrontare il problema da un punto di vista un po’ meno consueto di quello Main Stream servendomi di un esempio.
Se prendessi un leone in Africa e lo liberassi in una grande città è probabile che, soprattutto se affamato, questo attacchi qualcuno ferendolo gravemente o addirittura uccidendolo.

Il leone non è neppure consapevole di aver fatto qualcosa di sbagliato, lui ha assecondato solamente la sua natura, aveva fame e ha cercato di sfamarsi.
Ora vi chiedo, la colpa di quanto successo è da attribuire al leone o a me che l’ho liberato in una città?

Il leone fa semplicemente il leone, il vero CRIMINALE è chi crea la situazione per cui il leone segua la sua natura al di fuori del suo ambiente.

Aspettarsi poi che chi ha creato il problema lo risolva pure non è semplice ingenuità, ma vera e propria stupidità ( per non dire connivenza ).

Ora, a voi decidere chi è il leone nei fatti di Colonia e chi ha portato il leone ( o ha fatto entrare il leone ) e, sempre a voi, trarne le dovute conseguenze.

Tanto vi dovevo

Buon fine settimana a tutti