Volontà e Heavy Duty, mai mollare

Oggi vi voglio presentare ed introdurre Luca Nicoli.

Luca mi contatta per la prima volta nel 2010, era uno dei tantissimi ragazzi che avevano sentito parlare dell’Heavy Duty di Mike Mentzer, era interessato ad approfondire questa tecnica di allenamento tramite i miei libri ed il conseguimento delle certificazioni di Personal Trainer in Alta Intensità che rilasciamo qui alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ai nostri alunni.

Luca segue ogni mio corso, acquista ogni mio libro, si fa seguire personalmente da me, prova ogni alimentazione di definizione e/o massa ( partendo dalla Zona di Barry Sears fino alla mia Dieta Fasica per la massa ).

E’ determinato non solo a costruire un fisico da culturista, ma anche a diventare un esperto del settore.

Heavy Duty e la storia di successo di Luca Nicoli

Luca è di Cantù, ma si rende subito conto che l’Italia non potrà mai offrirgli quello a cui aspira, quindi mi chiede se secondo me andare a Toronto in Canada potrebbe essere per lui una buona opzione.

Io gli consiglio vivamente di partire, male che vada apprenderai a parlare un buon inglese gli dissi, ma ero sicuro che la sua determinazione lo avrebbe portato lontano.

Luca parte, trova un lavoro in un ristorante, cerca di ottenre la residenza che alla fine dopo più di un anno arriva, nel frattempo, dal momento che i corsi in Italia fatti con me non hanno valore legale in Canada inizia un percorso di certificazione con la scuola di Brian Johnston ( l’inventore dello Zone Training ), il maggior esponente HIT in Canada.

Una volta finito il corso inizia a lavorare come Personal Trainer esperto in Alta Intensità a Toronto, quello che inizialmente era solo un sogno diventa realtà, insieme al fisico Natural costruito con medie di non più di 5 ore di allenamento mensili ( solo ultimamente ha utilizzato un po’ più di volume in accordo con le nuove metodiche di Johnston ), alimentazioni strutturate ad hoc, pochissimi integratori e come sempre nessun tipo di attività aerobica di supporto.

Potete apprezzare i risultati di Luca nel prima ( luglio 2013 ) e dopo ( ottobre 2017 ) qui sotto.

Perchè ho reso pubblica questa storia?

Chi mi conosce sa che sono un uomo d’azione, non mi piace piangermi addosso e soprattutto non amo sentire chi continuamente si piange addosso.

Luca è il perfetto esempio di colui che invece di lamentarsi continuamente trova soluzioni, ci mette tutto il suo impegno ( un forte intento ) e letteralmente costruisce il presente a sua misura e consumo.

Luca non voleva sottostare alle regole e alle convenzioni, non voleva allenarsi in Alto Volume perchè dopo aver conosciuto l’Alta Intensità lo riteneva una perdita di tempo, non voleva mettersi su di un Tapis Roulant perchè semplicemente non serviva, non voleva andare all’università per apprendere l’inglese perchè non era la strada più rapida, non voleva lavorare in palestra a 5 Euro l’ora quando sapeva che altrove ne avrebbe guadagnati molti di più.

Luca è uscito dagli schemi, ha iniziato a costruire la sua vita in funzione delle sue passioni e degli obiettivi che voleva raggiungere senza aver paura di mettersi in gioco e, nel progetto, ha messo tutto se stesso con i risultati personali e fisici che potete apprezzare.

In conclusione, Luca non è un allieno, non partiva con un fisico possente, non aveva grandi risorse economiche, non parlava inglese, ma aveva un’idea chiara, un forte intento e soprattutto i cog…ni per fare quello che voleva fare, la strada di un uomo con tali principi, etica e morale non può che essere constellata che da grandi successi…, bravo Luca sei un esempio per tutti noi.

 

volontà e heavy duty
Volontà e Heavy Duty di Mike Mentzer

Heavy Duty e sensazioni

Negli allenamenti in Heavy Duty l’esecuzione di serie e ripetizioni è strutturale e funzionale al risultato stesso, la stessa cosa non avviene nell’Alto Volume.

Lasciatemi fare un esempio prendendolo dal mio caro amico Piero Nocerino: ” se sei un centometrista e cadi durante la corsa arriverai molto probabilmente ultimo, se sei un maratoneta e cadi 5 volte durante la gara, rialzandoti avrai ancora la possibilità di sperare nella vittoria “.
Cosa voglio dirvi con questo esempio?

Gli allenamenti in stile Heavy Duty sono così corti ed intensi che sbagliare la forma pregiudica la riuscita dell’allenamento stesso ( leggi: i muscoli non crescono ), nell’Alto Volume il tempo passato in palestra ed il numero di serie e di ripetizioni sono così grandi che la forma diventa secondaria ( attenzione non sto affermando che in Alto Volume non sia comunque importante ), si fa così tanto che alla fine qualche cosa dovrà succedere.

Le tecniche HIT non fanno prigionieri, non ammettono l’errore, non prevedono distrazioni, sono semplicemente un concentrato di attenzione, concentrazione e sofferenza elevati all’ennesima potenza, quindi, se siete abituati a “giocare” con i pesi, astenetevi dal misurarvi con qualche cosa che rischia di mandare letteralmente in Tilt il vostro cervello

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

Camp Protocollo Ibrido HD/ZT

Quando iniziai a praticare l’Heavy Duty 22 anni fa mai mi sarei immaginato quello che sarebbe successo poi.

Iniziai a praticare le tecniche HIT perché ero, nonostante i miei 22 anni, entrato in una situazione di stallo, e oggi posso dire che da quel momento in poi la mia vita prese una nuova direzione.

Durante questi 22 anni ho seguito almeno ( vado per difetto ) 7000 persone, scritto letteralmente centinaia di articoli, tre libri ( il quarto in preparazione ) su allenamento e alimentazione, fondato una scuola sull’alta Intensità ( High Intensity Training Academy ), etc.

Quando feci il mio primo corso sull’Heavy Duty ci furono 8 partecipanti, Il mio ultimo Camp sul Protocollo Ibrido HD/ZT di 2 giornate ( sabato e domenica passati ) ha visto 47 partecipanti intervenuti da tutta Italia, Svizzera e Portogallo.

Quando iniziai avevo in mente proprio questo, operare una trasformazione culturale, creare una nuova visione del Body Building in Italia.

Tutti mi dicevano che era impossibile, ma io, testardo, non mi sono arreso, ho cercato di concretizzare la mia visione, investendoci tutte le mie energie, con i risultati che tutti potete vedere nelle foto pubblicate in questi giorni.

Ringrazio tutti i partecipanti al Camp, sottolineando che il successo non è solo mio, ma è soprattutto vostro.

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

Heavy Duty di Mike Mentzer

Trump-High-Intensity
Donald Trump High Intensity

Il web è pieno di falsi miti e cattive interpretazioni riguardo all’Heavy Duty di Mike Mentzer.

Essendo l’Heavy Duty una tecnica di allenamento assai complicata e molto diversa dall’Alto Volume classico, le interpretazioni errate di come allenarsi con questa metodica si trovano a centinai, il risultato finale è una grandissima confusione e nessuno o pochi risultati per chi si avvicina a questa tecnica.

Alla HITA riceviamo giornalmente ragazzi da tutta Italia che vengono per fare sedute introduttive alla metodica e raramente troviamo qualcuno in grado di allenarsi correttamente secondo i dettami di Mike Mentzer.

I Camp che ogni tanto teniamo ( come quello che ci sarà sabato 23 e domenica 24 gennaio ) sono momenti importanti per confrontarsi ed apprendere ad allenarsi con queste metodiche.

Per far capire la difficoltà nell’applicazione dell’HD o del Protocollo Ibrido HD/ZT a chi viene dall’Alto Volume uso spesso l’esempio del pallone.
Si può prendere un pallone e giocarci a Palla canestro o a Volley Ball, il pallone è sempre il medesimo, lo sport e le regole sono differenti.

Questo è quello che succede quando si passa dall’Alto Volume all’Alta Intensità, si usano sempre bilancieri e manubri, ma le modalità di utilizzo sono così diverse da rendere le tue filosofie di allenamento completamente diverse nelle modalità di applicazione.

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

L’articolo che vi propongo stamattina è stato scritto da me e Lorenzo per cercare di sfatare alcuni miti che ancora girano indisturbati sulla rete.

Buona lettura

Allenamento Heavy Duty

Ieri ho introdotto un mio caro amico all’Heavy Duty.

Abbiamo deciso che il suo battesimo con l’Alta Intensità sarebbe stato allenando Polpacci, Quadricipiti Femorali e Bicipiti Femorali.
La persona in questione è un praticante avanzato che aveva già ampiamente sviluppato una buona connessione mente muscolo ( condizione sine qua non per lavorare al 100% ) e con una buona conoscenza di biomeccanica muscolare.

Dopo aver parlato di come sarebbe stato il suo allenamento e essermi allenato io ( in modo da dimostrargli nei fatti cosa si sarebbe dovuto attendere ) abbiamo iniziato.

Nel giro di 3 minuti dall’inizio ha incominciato a guardarmi con quello sguardo tipico di chi non aveva mai provato ad arrivare al cedimento muscolare mantenendo i tempi e la tecnica previsti di questa metodica di allenamento.

Lo sguardo, per chi non si fosse mai allenato con queste tecniche, è qualcosa tra il perso e lo stupefatto.

Dopo circa 8 minuti ( l’allenamento in totale è durato 18 minuti ) era in crisi respiratoria e si trascinava da una macchina all’altra mentre io gli dicevo che appena recuperato il fiato ( non totalmente ) avremmo dovuto fare la serie successiva.

Al 12mo minuto ( ormai non parlava più da 5 minuti ), appena terminata una serie di Leg-extension ha sussurrato: ” What the fuck ” ( è belga/portoghese e parliamo in inglese ) e si è accasciato sulla macchina.

Finito l’allenamento mi ha detto ( tradotto ): ” non avevo mai provato nulla di simile nella mia vita, ho sentito muscoli e sensazioni che mai avevo sentito prima, ora capisco cosa fate in Alta Intensità, in sostanza togliete tutto quello che non serve e vi concentrate solo sull’essenziale rendendo la sessione brutale “.

La sua constatazione descrive in sostanza cosa sia l’Heavy Duty.

L’allenamento è consistito in 3 serie per i polpacci, 3 serie per il quadricipite e 2 per il bicipite femorale ( ho tenuto il volume di allenamento leggermente più alto pensando che non sarebbe riuscito la prima volta a raggiungere il massimo dell’Intensità possibile ).
A sostegno della mia storia vi lascio con un bell’articolo che completa quanto appena raccontato.

Heavy Duty e cedimento muscolare

Una delle domande più ricorrenti durante i miei corsi sull’Alta Intensità alla HITA è: “ Come faccio ad essere sicuro di aver raggiunto il momentaneo cedimento muscolare? “.
La mia risposta è sempre la stessa.

Il cedimento muscolare è una condizione fisico/psichica, mi spiego meglio.

E’ fisica perché chiaramente coinvolge i nostri muscoli così come i sistemi energetici alla base della contrazione muscolare, ma anche psichica, perché la mente ha un ruolo determinante nel raggiungimento del momentaneo cedimento muscolare.

Quando i muscoli non ce la fanno più a produrre un’ulteriore ripetizione, quando il lattato e i danni miofibrillari li fanno bruciare e gli organelli del Golgi vogliono inibire un’ulteriore ripetizione in quanto considerata potenzialmente pericolosa, esiste ancora un altro “muscolo” da far intervenire: il nostro cervello.

Dico spesso ai ragazzi ai miei corsi di immaginarsi all’ultima ripetizione di Squat libero con Bilanciere, quella dove sono convinti di aver raggiunto il momentaneo cedimento muscolare e che sia impossibile eseguirne un’altra da soli, in quel preciso momento vi passa davanti un vostro amico, vi vede paonazzi dalla sforzo mentre imprecate contro ogni santo possibile in ordine alfabetico, il respiro è affannoso, la lingua felpata come quella di Fantozzi, iniziate a vedere la Madonna e pensate che è finita, ora mollo.

Qui viene il bello, il vostro amico tira fuori dalla tasca, come Silvan farebbe dal cilindro, non un coniglio, magari quello ve lo mangiate stasera per cena, ma una banconota da 500 Euro in barba a tutte le segnalazioni di Equitalia e vi dice: ” se fai ancora una ripetizione sono tuoi “.

A questo punto la vostra risposta mentale ( vi ricordo che se siete arrivati al cedimento non è possibile proferire verbo ) potrebbe essere duplice:

1) Anche con 1000 Euro ( non soffermiamoci sul limite al contante nel nostro paese ) davanti non potrei farne un’altra…siamo quindi effettivamente arrivati al momentaneo cedimento muscolare.

2) Cazzo si, con 500 Euro altro che una, te ne faccio due…chiaramente non eravamo arrivati al momentaneo cedimento muscolare per come lo intendo io
Ricordatevi: “la motivazione nelle tecniche HIT è tutto”.

Keep On Pumpin’

Diffusione tecniche HIT

Quando mi si chiede perché l’Alta Intensità ( HIT ) se più veloce nei risultati non sia tuttavia così praticata, la risposta che do è sempre la stessa e basata essenzialmente su due motivazioni:

1) la difficoltà tecnica delle metodiche HIT dove, a differenza dell’Alto Volume, la correttezza del gesto atletico è condizione sine qua non per la riuscita dell’allenamento ( ergo, crescita muscolare ). La consuetudine a fare da soli nelle palestre, soprattutto all’inizio, costituisce uno scoglio non indifferente alla diffusione di queste tecniche che in essenza sono basate su movimenti complessi

2) come ho sempre rimarcato, un’innovazione non si accetta automaticamente solo perché funzioni meglio di quanto già in essere in precedenza, ma è necessaria che venga metabolizzata attraverso la destrutturazione delle convinzioni e/o credenze, che sorreggevano il precedente teorema. Non è raro nella scienza che una nuova teoria dimostrata venga completamente accettata solo dopo la morte dei maggiori detrattori. Il perché di questo ce lo spiega David Hume nel suo “trattato sulla natura umana” che, per definizione, tende ad essere conservatrice.

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

Allenamento, quale?

Ormai da tanti anni ricevo una domanda che con il tempo si è trasformata in una vera e propria costante astrologica, naturalmente anche ieri mi è stata posta due volte, quindi faccio un copia e incolla di uno dei due post:

“grazie enrico della tua disponibilità che dai a tutti noi io ti conosco e ti seguivo nelle video conversazioni alcuni anni fa ammiro e stimo chi nella vita si è affermato in questo campo però devo dire che ognuno di voi come alessandro de vettor, giovanni cianti e claudio tozzi quelli più in voga in questo momento avete delle vedute differenti non capisco il perchè la logica dovrebbe essere la stessa per quanto riguarda allenamento e alimentazione”

Come ho spesso dichiarato nei miei libri e articoli, ogni metodo alla fine porta più o meno agli stessi risultati.
Nessun uomo possiede la verità assoluta e gli uomini sono per definizione imperfetti quindi, applicando la proprietà transitiva, ne deriviamo che ogni cosa creata dall’uomo sia in campo intellettuale che materiale è sempre perfettibile.

Anche i sistemi di allenamento e alimentazione non sfuggono a questa regola, tutte le creazioni intellettuali nella nostra specie ( religione, sistemi filosofici, ideologie politiche, etc. ) non sono altro che differenti soluzioni e approcci allo stesso problema, in parole povere: semplici punti di vista.
Tuttavia esiste una differenza tra i vari punti di vista e consiste nel fatto che alcuni si avvicinano di più alla perfezione di altri.

Applicando quanto appena enunciato ad allenamento e alimentazione nella Cultura Fisica ne deriviamo che alcuni protocolli di lavoro portano si ai medesimi risultati di altri, ma in tempi minori e con meno dispersione di energie.
Il modo più rapido per unire due punti è una linea retta, è possibile unire due punti anche facendo un lungo percorso a curve, tuttavia avremo impiegato molto più tempo e risorse del dovuto.

La mia esperienza personale ( 25 anni e migliaia di persone seguite ) è statisticamente rilevante a differenza di quella di molti praticanti, ed è per questo che molti si affidano a me o a tecnici che hanno fatto percorsi simili al mio.

Quello che posso asserire con la ragionevole certezza che mi viene dalla statistica è che le tecniche HIT riducono sensibilmente ( nei casi migliori anche di 2/3 ) i tempi necessari ad esaurire il nostro potenziale genetico ed è per questo motivo che continuo a promuoverle instancabilmente tramite la mia scuola HITA ed i miei lavori da così tanti anni.