Vecchiaia e terza età

Oggi vorrei farvi riflettere sulla nostra concezione di terza età o, dal momento che non sono mai stato un politically correct, vecchiaia.

A mio parere non esiste la tanto acclamata saggezza degli anziani, che, sempre secondo me, hanno le stesse debolezze e gli stessi comportamenti delle persone di età diversa.

Non esiste neppure l’esperienza, in quanto la vita è spesso ripetitiva.

Noi siamo il nostro corpo e quando il nostro corpo soffre noi cambiamo, ci isoliamo e ci disinteressiamo degli altri.

A mano a mano che ci avviciniamo alla morte, tendiamo ad isolarci dagli altri, e questo è un dato ineluttabile.

Poi la nostra morte arriva, e rappresenta la fine del tutto, checché se ne dica e si pensi, infondo ognuno di noi dovrebbe essere considerato come un esperimento biologico a se stante che termina nel momento della nostra morte.

La chiave per vivere una buona vecchiaia è l’educazione ( intesa come studio ), in quanto a mio parere per poter esercitare il libero arbitrio è necessaria la consapevolezza, e quest’ultima si acquisisce esclusivamente attraverso lo studio.

Infondo, circa 2000 anni fa, anche Aristotele scrisse che la cultura è il miglior viatico per la vecchiaia.

Anche nella vecchiaia l’unica cosa che conti veramente è la nostra propensione alla vita, avere un obiettivo e continuare ad essere curiosi è condizione necessaria per continuare a vivere la nostra vita in modo pieno e completo.

In questo modo la vecchiaia risulta essere solo uno dei tanti momenti facenti parte di quel percorso che chiamiamo vita adulta e non l’anticamera della morte come invece molti credono.

Anche in questo caso i limiti, se esistono, ce li poniamo noi, senza renderci conto che così facendo abdichiamo alla vita.

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

Salute, Dieta e Relazioni Sociali

Ieri sono stato invitato ad un evento vegetariano ( salute e dieta ) dove, dopo un’introduzione alla medicina tradizionale cinese, si discuteva della preparazione degli alimenti in una dieta vegetariana.

Devo dire che al di la della mia posizione sulla dieta vegetariana ( voi tutti già conoscete bene quello che penso a riguardo trovandomi allineato a quanto proposto nella biologia evolutiva ), è sempre apprezzabile vedere quanta cura e attenzione queste persone metano in quello che fanno.

Inoltre riscontro sempre un grosso senso di appartenenza di gruppo tra i frequentatori di questi eventi.

La ricerca sulla longevità umana sembra convergere sul fatto che più che la scelta di una specifica filosofia alimentare sia l’ambiente dove viviamo ad incidere positivamente o negativamente sulla nostra salute e quindi sulla lunghezza della nostra vita.

Per ambiente si intende:

1) qualità delle relazioni con gli altri

2) sensazione di essere utili

3) appagamento personale

4) felicità percepita

5) dare un senso alla propria vita ( forse il punto più importante )

Ognuno dei punti della lista sappiamo incidere positivamente sui nostri livelli di Stress ( cortisone, sistema adrenergico e cronica attivazione del sistema nervoso autonomo: simpatico ) e quindi indirettamente sulla funzionalità del nostro sistema immunitario ( uno dei principali cofattori nell’invecchiamento nella nostra specie ).

Data quindi per scontata l’eliminazione dei prodotti derivati dall’industria del cibo ( raffinati o lavorati ), in quanto universalmente definiti come principale causa di malattia, ed il ritorno ad uso di alimenti naturali: frutta, verdura e cereali, nel caso vegetariano e, frutta, verdura, carne, pesce, uova, frutta oleosa, nel caso dei Paleo Friendly, siete concordi nell’attribuire all’ambiente circostante, in particolar modo alle relazioni sociali, un peso così grande sulla nostra salute?

Ultracentenari e longevità

Stamattina volevo aggiornarvi su quanto emerge dalla ricerca su centenari e ultracentenari ( persone che hanno superato i 110 anni ) portata avanti negli ultimi 10 anni da varie organizzazioni scientifiche.

L’obiettivo della ricerca è trovare un comune denominatore da applicare allo stile di vita nella nostra specie così da ritardarne l’invecchiamento ed aumentarne la longevità mantenendoci in un buono stato di salute.

La brutta notizia è che esaminando i “super vecchi” residenti a differenti latitudini non si è stati in grado di trovare un minimo comune denominatore.
Ogni centenario o ultracentenario ha un suo stile di vita spesso molto differente da quello degli altri presi in esame.
Alcune linee generali però sono emerse:

– Restrizione calorica. Pare che chi vive a lungo non mangi molto. Il tipo di alimenti utilizzati invece risulta essere ininfluente sulla lunghezza della vita di queste persone ( vegetarianismo, paleodieta, Zona o cacio cavallo che sia… )

– Tutti bevono moderate quantità di Alcool e quando dico alcool non sto parlando del classico bicchiere di vino tanto caro al Bruno Vespa nazionale, per alcool si intendono anche i superalcolici, naturalmente in piccole quantità

– Soprattutto per gli ultracentenari ( ma anche per i centenari ) vivere in un ambiente dove ci si senta utili e produttivi è un elemento importante. Chi viene lasciato solo generalmente muore prima

– In alcuni Ultracentenari si è riscontrata una mutazione favorevole nel complesso I della catena di trasporto degli elettroni nel Mitocondrio che riduce dello 0,6% la produzione di radicali liberi ( sembra poco, ma una cellula può contenere da poche decine ad alcune migliaia di Mitocondri, se consideriamo il numero di cellule in un corpo umano: 100.000.000.000.000 e lo moltiplichiamo per i Mitocondri e poi per gli anni di vita diventa subito chiaro quanto questo 0,6% possa essere rilevante nei processi di invecchiamento )

Questi i dati, a voi tirare le conclusioni

Metformina come antiaging

Qui alla HITA la ricerca continua, nell’ultimo mese ho approfondito alcuni studi sull’uso della Metformina ( farmaco normalmente utilizzato come ipoglicemizzante nella cura del diabete mellito di tipo II ) come supporto alla terapia nutrizionale, di allenamento e di integratori ai programmi di quel famoso 15/20% della popolazione che per motivi diversi ha subito un danno mitocondriale con relativa incapacità parziale di conversione dei substrati energetici ( principalmente grassi e zuccheri ) in energia chimica ( ATP ) o termica ( innalzamento della temperatura basale ).

Mi sono avvicinato alla Metformina durante le ricerche che stavo facendo per la stesura del mio nuovo libro su Antiaging e Alta Intensità, ma ne ho subito intravisto l’uso pratico anche nei casi di obesità indotta da danno mitocondriale.

Inizierò presto insieme ad un mio caro amico medico ( la Metformina è un farmaco e come tale deve essere prescritto da un medico ) la “sperimentazione” di questa molecola in quei casi di cui sopra.

L’obiettivo è il ripristino della funzionalità e densità mitocondriale nei soggetti che hanno avuto un danno di questi organelli a causa dell’uso di farmaci ( antibiotici, pillola, antidepressivi, etc ) o erbicidi e che normalmente non rispondono a dieta ed esercizio fisico.

Parleremo invece più avanti dell’uso di questa interessante molecola nei programmi antiaging.

Buon inizio settimana a tutti

Antiaging e Bodybuilding

Ieri sera ho pubblicato un bel video di un campione di Bodybuilding spagnolo di quasi 70 anni rimarcandone non solo l’età, ma anche l’incredibile qualità della pelle ( antiaging ).

Nel caso del video e della foto qui sotto oltre ad alimentazioni curate e allenamento con i pesi c’è anche l’uso della terapia ormonale sostitutiva che in Europa è per ora vietata, ma che negli Stati Uniti è ormai una pratica consolidata.

La Scienza ufficiale ormai è concorde nel stabilire che allenamenti ad Alta Intensità e lunghi recuperi siano lo formula migliore per rallentare i processi di invecchiamento ( l’argomento è stato trattato anche nell’ultimo convegno internazionale on Resistance Training tenuto ad Abano Terme lo scorso ottobre a cui io e Lorenzo Vieri naturalmente abbiamo partecipato ), mentre attività in stile aerobico e/o allenamenti con i pesi in stile Alto Volulme siano fondamentalmente Pro-aging inducendo una progressiva conversione delle fibre bianche in rosse con, come esito finale, una velocizzazione dei processi di Sarcopenia insieme a bassi livelli plasmatici di Testosterone ( sia nell’uomo che nella donna ).

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.