Heavy Duty di Mike Mentzer

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Donald Trump High Intensity

Il web è pieno di falsi miti e cattive interpretazioni riguardo all’Heavy Duty di Mike Mentzer.

Essendo l’Heavy Duty una tecnica di allenamento assai complicata e molto diversa dall’Alto Volume classico, le interpretazioni errate di come allenarsi con questa metodica si trovano a centinai, il risultato finale è una grandissima confusione e nessuno o pochi risultati per chi si avvicina a questa tecnica.

Alla HITA riceviamo giornalmente ragazzi da tutta Italia che vengono per fare sedute introduttive alla metodica e raramente troviamo qualcuno in grado di allenarsi correttamente secondo i dettami di Mike Mentzer.

I Camp che ogni tanto teniamo ( come quello che ci sarà sabato 23 e domenica 24 gennaio ) sono momenti importanti per confrontarsi ed apprendere ad allenarsi con queste metodiche.

Per far capire la difficoltà nell’applicazione dell’HD o del Protocollo Ibrido HD/ZT a chi viene dall’Alto Volume uso spesso l’esempio del pallone.
Si può prendere un pallone e giocarci a Palla canestro o a Volley Ball, il pallone è sempre il medesimo, lo sport e le regole sono differenti.

Questo è quello che succede quando si passa dall’Alto Volume all’Alta Intensità, si usano sempre bilancieri e manubri, ma le modalità di utilizzo sono così diverse da rendere le tue filosofie di allenamento completamente diverse nelle modalità di applicazione.

Ricordo a tutti coloro che da tempo mi seguono che alla HITA ( High Intensity Training Academy ) ogni anno vengono realizzati corsi, seminari e Convention in chiave HIT ( Alta Intensità ) su allenamento e alimentazione nel Bodybuilding, è possibile dare un’occhiata ai programmi dei vari corsi aprendo la sezione “Corsi HITA” di questo sito. o contattandomi direttamente attraverso una Mail privata dalla sezione CONTATTI.

L’articolo che vi propongo stamattina è stato scritto da me e Lorenzo per cercare di sfatare alcuni miti che ancora girano indisturbati sulla rete.

Buona lettura

Allenamento Heavy Duty

Ieri ho introdotto un mio caro amico all’Heavy Duty.

Abbiamo deciso che il suo battesimo con l’Alta Intensità sarebbe stato allenando Polpacci, Quadricipiti Femorali e Bicipiti Femorali.
La persona in questione è un praticante avanzato che aveva già ampiamente sviluppato una buona connessione mente muscolo ( condizione sine qua non per lavorare al 100% ) e con una buona conoscenza di biomeccanica muscolare.

Dopo aver parlato di come sarebbe stato il suo allenamento e essermi allenato io ( in modo da dimostrargli nei fatti cosa si sarebbe dovuto attendere ) abbiamo iniziato.

Nel giro di 3 minuti dall’inizio ha incominciato a guardarmi con quello sguardo tipico di chi non aveva mai provato ad arrivare al cedimento muscolare mantenendo i tempi e la tecnica previsti di questa metodica di allenamento.

Lo sguardo, per chi non si fosse mai allenato con queste tecniche, è qualcosa tra il perso e lo stupefatto.

Dopo circa 8 minuti ( l’allenamento in totale è durato 18 minuti ) era in crisi respiratoria e si trascinava da una macchina all’altra mentre io gli dicevo che appena recuperato il fiato ( non totalmente ) avremmo dovuto fare la serie successiva.

Al 12mo minuto ( ormai non parlava più da 5 minuti ), appena terminata una serie di Leg-extension ha sussurrato: ” What the fuck ” ( è belga/portoghese e parliamo in inglese ) e si è accasciato sulla macchina.

Finito l’allenamento mi ha detto ( tradotto ): ” non avevo mai provato nulla di simile nella mia vita, ho sentito muscoli e sensazioni che mai avevo sentito prima, ora capisco cosa fate in Alta Intensità, in sostanza togliete tutto quello che non serve e vi concentrate solo sull’essenziale rendendo la sessione brutale “.

La sua constatazione descrive in sostanza cosa sia l’Heavy Duty.

L’allenamento è consistito in 3 serie per i polpacci, 3 serie per il quadricipite e 2 per il bicipite femorale ( ho tenuto il volume di allenamento leggermente più alto pensando che non sarebbe riuscito la prima volta a raggiungere il massimo dell’Intensità possibile ).
A sostegno della mia storia vi lascio con un bell’articolo che completa quanto appena raccontato.