Oggettivismo e Ayn Rand: un’introduzione

Oggettivismo e Ayn Rand: un’introduzione

Perché un’introduzione all’Oggettivismo di Ayn Rand?

Ho studiato per anni i grandi filosofi occidentali con l’intento di costruire una base ideologico/comportamentale che mi permettesse di delimitare i confini in cui muovermi, così come definire un’etica di comportamento da applicare alla vita di tutti i giorni in relazione al costrutto sociale dove vivo.

Per dirla con Immanuel Kant: “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

Molti sono stati i filosofi e/o i grandi pensatori che mi hanno influenzato positivamente, tra i tanti studiati mi piace ricordare John Locke, padre del Giusnaturalismo che con una semplice espressione ha ben definito quale sia il comportamento che tutti dovremmo tenere quando interagiamo con il prossimo: “non fare ad un altro quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Ludwig Von Mises e Ludwig Von Hayek mi hanno fatto invece amare l’economica “degradandola” da scienza matematica a scienza sociale, quale in realtà è.
Ricordo a scuola quando leggevo le formule matematiche messe appunto dai vari economisti di derivazione neo keinesiana, mi parevano così astruse e lontane dalla realtà.

Avendo un Background di studi scientifici, una delle prime cose che ho appreso durante i miei tanti anni di studi è che in un sistema complesso come quello sociale su scala mondiale, costituito da letteralmente miliardi di variabili ( ogni scambio tra due parti è una variabile a sé stante ), è assolutamente impossibile fare previsioni a lunga scadenza, dal momento che ogni piccolo cambiamento ( variabile ) può creare delle ripercussioni enormi ed imprevedibili all’interno del sistema ( il famoso Butterfly Effect ), le previsioni del tempo sono un esempio perfetto.

L’uso della Prasseologia come mezzo per comprendere l’economia, termine questo coniato da Von Mises per ridefinire l’economia attraverso la modalità di scambi ( prassi ) volontari che si instaurano tra i vari attori sul mercato, ha cambiato completamente la mia visione del mondo e dei sistemi ideologici convertendomi da liberale a libertario, portandomi così a diventare un promotore a mia volta della scuola economica austriaca.

La filosofa che però più ha influenzato la mia vita negli ultimi 20 anni è stata Ayn Rand e la branca filosofica da lei postulata: l’Oggettivismo.

Ayn Rand è particolarmente interessante a mio avviso per tre motivi: primo è una donna e, nel panorama filosofico mondiale, una donna è veramente una mosca bianca ( magari analizzerò il perché di questa carenza di donne tra i grandi pensatori in un articolo futuro ), secondo, possiamo vedere l’Oggettivismo come un aggiornamento dei principi filosofici aristotelici, in effetti l’Oggettivismo randiano riprende in toto Aristotele aggiungendo però quei principi economici di libero mercato che ai tempi del filosofo greco erano semplicemente sconosciuti, e terzo, cinquanta anni fa previde perfettamente ciò che sarebbe successo agli Stati Uniti d’America ed in Europa a livello politico/sociale ed economico ( mi meraviglio solo di come non venga acclamata e/o citata ogni santo giorno una figura di siffatto calibro ).

Sicuramente una donna eccezionale, consiglio a tutti di leggerne la biografia, per tutti coloro che fossero invece interessati ad approfondire i principi su cui si basa la filosofia randiana, consiglio invece di leggere questo articolo che scrissi alcuni anni fa come introduzione all’Oggettivismo ( clicca qui per leggere l’articolo ).

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