Vegetarianismo etica e morale

Vegetarianismo etica e morale

Più di una volta mi sono espresso sul vegetarianismo, ma visto il dibattito sorto nell’ultimo periodo credo sia necessario fare alcune considerazioni.

Vorrei iniziare questo mio Post citando Oscar Wilde:

“ la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni “

Più volte ho affrontato l’argomento sotto l’aspetto scientifico, spiegando perché ( anche attraverso vari lavori scientifici legati a quella branca della scienza che studia il nostro passato: la biologia evolutiva ) un’alimentazione di stampo vegeriano/vegano ( da cui il movimento di pensiero: il vegetarianismo ) non sia compatibile con una salute ideale nella nostra specie.

Quindi oggi vorrei focalizzare l’attenzione sulle implicazioni etico/morali che gli adetti a questa nuova religione portano a supporto delle loro tesi.
Il primo grande errore è quello di considerare gli animali alla stregua dell’uomo.

Seppur io sia d’accordo nel rispettare ogni forma di vita, mi rendo ben conto che la sofferenza di un essere umano non può essere assimilata a quella di un animale.

Chiunque tenda a parificare uomini e animali credo abbia un serio problema.

Ci sono già stati nella storia molti casi di persone che hanno portato il loro amore per gli animali alle estreme conseguenze, forse il più rappresentativo di tutti è stato Adolf Hitler, noto amante degli animali e vegetariano…, sappiamo tutti cosa abbia fatto e quanto sia stato grande il suo disprezzo per la vita umana.

La violenza è connaturata all’idea stessa di natura, la mia formazione è scientifico/biologica, chiunque abbia fatto studi di biologia o zoologia sa bene che la natura è “ Red in tooth and claw “, ossia che la natura è così violenta da colorare di rosso sangue i denti e gli artigli dei carnivori.

Pensare che se smettessimo di mangiare carne ( anche se fosse possibile fisiologicamente, cosa al momento non compatibile con il mantenimento di una buona salute nella nostra specie ) il mondo si trasformerebbe per magia in una sorta di Eden dove tutti gli animali possano vivere in pace tra di loro, non è semplicemente irrealistico, ma stupido e utopistico.

La cosa più preoccupante di questa nuova “religione” ( non saprei come definirla altrimenti ) è il tentativo di imporre con la forza una linea di pensiero ad altre persone che, per vari motivi, non vogliono avere nulla a che vedere con questa ideologia illiberale e estremamente pericolosa per la salute ( nel lungo periodo ).

Molte volte nella storia recente abbiamo visto come alcuni eletti, convinti di avere in mano la verità assoluta, in nome dell’etica e della morale abbiano cercato di imporre il loro pensiero con la forza.

Anche in questo caso vorrei far notare che in circa 2000 anni di storia della filosofia in centinaia hanno cercato di definire delle linee guida relative ad etica e morale valide per tutti, senza tuttavia aver avuto successo.

Etica e morale si sono dimostrati concetti dinamici, legati alle tendenze socio/economico/culturali presenti in un paese in un dato momento storico.

Il Comunismo, il Fascismo, il Nazzismo sono solo tre esempi di ideologie che sulla carta avrebbero dovuto parificare gli uomini e costruire una società prospera e felice, ma che nella realtà hanno prodotto letteralmente centinaia di milioni di morti, per poi scoprire che nulla di quanto professato era applicabile alle nostre strutture sociali.

L’interventismo ed il socialismo di oggi ( il capitalismo non è mai esistito nella nostra società ), applicato dai paesi occidentali, ha dimostrato di essere un altro fallimento.

Le idee è bene che circolino liberamente, è anche bene applicare la disobbedienza civile quando le cose non possono essere cambiate e/o siano palesemente in contrasto con il nostro benessere, tuttavia ogni processo di cambio culturale non può mai essere imposto per legge, ne tantomeno la protesta deve danneggiare la vita altrui, quello che possiamo fare è lottare per le nostre idee, pagare per le nostre azioni ( quando illegali, ma legittime ), ma mai coinvolgere o danneggiare altri, non in accordo con la nostra protesta, attraverso quello che facciamo.

Quindi, un comportamento alimentare, per quanto corretto o deplorevole che sia, è qualcosa che va vagliato soggettivamente, se sbaglieremo ne pagheremo il prezzo, se saremo stati corretti ne avremo dei vantaggi, ma non per questo è lecito picchiare, insultare o mettere alla gogna chiunque sulla propria tavola decida di mettere cose diverse da quelle che noi mangiamo.

Concludo questo articolo con un’altra citazione tratta da un discorso di Teodosij Dobžanskij :

“ nulla in biologia ha senso se non lo si guarda alla luce dell’evoluzione “, e, alla luce dell’evoluzione, la nostra specie non può essere considerata vegetariana ( no vegetarianismo ).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *