Società e valvole di sfogo

Società e valvole di sfogo

Ogni anno lo stesso copione, il primo lunedì dell’anno inizia a suonare il telefono e mi si riempie la casella di posta elettronica di messaggi di persone che dopo 20 giorni di bagordi e orge alimentari mi chiedono cosa si possa fare in 3 mesi ( inizio sempre rispondendo che per i miracoli ancora mi sto attrezzando ).

In alcuni casi molto, in altri meno, tuttavia è interessante l’aspetto psicologico legato alla compulsività e alla frenesia natalizia indotta dai modelli cari alla nostra società, la stessa compulsività e frenesia che ho notato più volte quando in vacanza ci si reca in uno di quei villaggi all inclusive con Buffet libero ( vi sarà di sicuro capitato di trovarvi in uno di quei villaggi con “tutto compreso” ).

E’ chiaro che questi comportamenti vanno visti come una valvola di sfogo ad una condizione vissuta come opprimente e non funzionale, una parentesi di sfogo fisico e mentale, un grido rabbioso rivolto ad allentare la morsa di una vita incompleta, uno sfogo funzionale al poter poi rientrare nei ranghi, all’interno di quella routine che non si riesce a digerire fino in fondo.

La nostra società è in fondo basata proprio su questo: annichilazione continua dell’individuo e alcune valvole di sfogo: Natale e festività comandate, Black Friday ( acquisti compulsiva di roba che spesso neppure serve ), partite di calcio ( con il morto o la rissa ), etc.

Tutto questo viene perfettamente integrato e completato da una serie di droghe legali o illegali ( quelle legali di gran lunga più pericolose di quelle illegali ) a carattere sedativo o eccitante a seconda dei gusti e delle necessità.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: ” la struttura sociale, così com’è è venuta a determinarsi, è il frutto della naturale evoluzione del comportamento umano o in qualche modo viene pilotata dall’alto al fine di avvantaggiare pochi alle spalle di incredibili moltitudini? “

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